Il Ghostwriter – Zoran Živković

Ecco cosa succede ad inseguire una copertina.

Prendete un tardo pomeriggio di nebbia nella provincia Milanese e la sottoscritta che come ogni settimana fa il suo consueto giro in libreria, anche solo per sentire il profumo della carta.  Fra un passaggio tra le nuove uscite e uno tra i gialli mi torna in mente un’immagine vista su “il Libraio”e un titolo “Il Ghostwriter”.

Una sedia vuota su uno sfondo scuro e un titolo che già di per se è un mistero, è bastato questo per attirarmi. Pensate poi ad un autore che si presta a scrivere un libro e a cederne la paternità ad un altro solo per denaro. Gloria, successo, critiche, fallimento…tutto vissuto di riflesso e di nascosto. Impensabile per una come me.

Comunque, lo cerco tra gli scaffali ma non lo trovo, eppure sono certa che sia una nuova uscita. Non ricordo il nome dell’autore (vi sfido a ricordarlo un nome così!!) ma ecco che la geek che è in me arriva in soccorso. Ho registrato il libro nella lista dei desideri di Anobii. Zoran Živković !!! Di corsa alla Z, niente! Nelle nuova uscite, niente! Lo chiedo al desk, niente! Questo genera in me l’impulso irrefrenabile di averlo. Esco, altra libreria, scaffale, nuove uscite, desk, niente anche qui. Terza libreria, stessa risposta, niente!  Torna la Geek, e si fa un giro online, disponibile praticamente ovunque ma tutti con consegna in orario lavorativo standard. Grazie, impossibile che io sia lì a ritirarlo. Sto per desistere quando leggo che una famosa catena di librerie sul suo online shop prevede la consegna in negozio. Controllo, 10 euro sulla poste pay ci sono, e vai, click. Acquistato. Sette giorni di attesa ed ho finalmente in mano il testo.  Lessing (e non la Campari, vi prego!!) diceva ” L’attesa del piacere è essa stessa il piacere”.

Il libro parla di uno scrittore piuttosto noto che riceve la richiesta da un “Ammiratore” di scrivere un romanzo per lui. Offeso ma incuriosito  decide di vederci chiaro e i due iniziano una corrispondenza via e-mail interrotta solo dal consueto scambio di messaggi con altri 4 personaggi piuttosto eccentrici . I 5 hanno una cosa in comune, si firmano usando uno pseudonimo. Ognuno di loro, per diversi motivi, chiede al nostro protagonista di scrivere un romanzo. Si viene a creare un groviglio di messaggi che generano una trama fitta e intricata, interrotta solo dalle vicissitudini di Felix, il gatto di casa. Ad un certo punto la rete di messaggi è così ingarbugliata che non si riesce a smettere di leggere, spinti dalla voglia di capire dove l’autore voglia andare a parare.

Živković ha uno stile diretto e lineare, ma a volte, per i miei gusti, troppo denso di particolari. Ci sono stati punti in cui ho davvero faticato, chiedendomi perchè indugiasse così tanto su certe minuzie. Di contro ci sono alcuni aspetti volutamente non chiariti ed abbozzati. La storia porta ad una riflessione sul ruolo dell’autore e sul suo rapporto con i lettori e con le sue stesse opere.

Se devo essere sincera non so dirvi se mi sia piaciuto o meno. Ci sono elementi che mi porterebbero a dire di sì, tanti quanti mi spingerebbero a dire di no. Ma questo accade quando si insegue una copertina, suggestionati dall’idea che dietro quell’immagine ci sia proprio quello che ti aspetti. E invece no, o forse sì. Ma tornando al caro vecchio Lessing, se l’attesa del piacere è essa stessa il piacere, la parte più piacevole è stata di gran lunga la ricerca e l’attesa di questo libro.

Casa Editrice: TEA
pp: 145
ISBN: 9788850229192

 

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8 thoughts on “Il Ghostwriter – Zoran Živković

  1. Contento che l’attesa ti abbia portato piacere ma ..non hai occupato quella sedia vuota. Zivcovic ha fatto centro con la sua copertina solleticando punti interrogativi in chi è sempre alla ricerca di qualcosa di indefinito da poter condividere. A questo punto non mi sento abbastanza stanco o incuriosito da volerla occupare io stesso.Buona ricerca

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    1. Nessuna intenzione di occupare quella sedia vuota io stessa, avrebbe dovuto farlo l’autore e per quanto mi riguarda ci è riuscito solo in parte.
      È vero, sono sempre alla ricerca di “un” qualcosa nei libri che scelgo (chi non lo è?) ma non sono alla ricerca di qualcosa “da condividere” per forza.
      Alcuni libri, quelli che ho amato profondamente, letto e riletto, non li ho condivisi affatto e non li condividerò, perchè sono diventati parte di me e del mio privato.

      Grazie cmq per l’augurio, perchè la mia ricerca è infinita …

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  2. cercando di andare contro la fisica per rendermi leggero come l’aria ho camminato sulle tue parole, ho vissuto l’ansia della ricerca, ho sentito l’odore delle pagine. racconto sintetico ed efficace. Ma nella recensione – il dilungarsi sulle minuzie da parte dell’autore- mi hanno riportato a quando non ero vecchio come sono ora e mi capitò -o feci capitare, non ricordo; di leggere il grande Tolstoj , e non sopportavo questa sua ossessione-pedanteria?- nel dilungarsi descrivendo un luogo , tanto da farmi saltare le pagine descrittive. Il tuo commento mi ha riportato a quei momenti. Non volevo urtare sensibilità alcuna.Continuerò a leggere le recensioni del vostro gruppo con piacere

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  3. Ma no anzi, mi ha davvero fatto piacere il tuo commento. Apprezzo sempre quando qualcuno ha qualcosa da dire su quello che scrivo, mi permette di ampliare il discorso, di spiegarmi meglio!
    La penso come te, faccio molta fatica a leggere gli autori che si dilungano in dettagli, prediligo invece quelli che lasciano liberi i lettori di vivere a modo loro la storia, di creare la loro personale chiave di lettura. [Non lo dire a nessuno ma un paio di paginette le ho saltate anche io 😉 ]
    Grazie ancora e spero di avere presto il piacere di leggere qualche altro commento da parte tua.

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  4. Non ho letto il libro. La copertina però devo dire che è molto bella. Solo che ciò dimostra solo l’abilità del curatore e del grafico ahimè! Anche io infatti sono stata attratta spessissimo dalle copertine.
    Comunque… bellissimo blog!

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    1. Grazie mille Godot!
      Hai ragione, dietro le copertine c’è sempre uno studio di marketing ma è più forte di me, sono visiva, se la cover non mi piace, il libro parte già svantaggiato ….. 🙂

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