007 Skyfall – Sam Mendes

il

Cinquant’anni e non sentirli.
Ammetto di non essere mai stata una fan della saga di James Bond. Certo, l’aplomb inglese dell’agente segreto più famoso al mondo ha sempre esercitato un certo fascino su di me, ma non tanto da farmi correre al cinema con la smania di vedere il film il giorno dell’uscita. Ma questa volta, complice il titolo e la canzone di Adele, ero molto più curiosa del solito.

Vi ho parlato della mia predilezione per i personaggi oscuri e tormentati vero?  Beh, è bastato sentire il testo della canzone e analizzare il titolo per convincermi che questa volta valeva la pena di guardalo con attenzione.  Skyfall, la caduta del cielo!

Non mi sbagliavo! Gli indizi erano chiari, infatti il film ha soddisfatto in pieno le mie aspettative ed ho deciso di rendervi partecipi della personale interpretazione.

Questa volta Bond è in crisi, invecchiato, tormentato dal suo passato oscuro e dal suo presente,  un po’ vittima un po’ carnefice. Paradossalmente in questo film, dove l’agente 007 è in difficoltà, Daniel Craig è finalmente Bond in tutte le sue sfumature. Profondo, deciso, stiloso, spregiudicato. Se nei due precedenti film, Casino Royale e Quantum of Solace, Craig incarnava perfettamente l’uomo d’azione, si percepiva comunque la mancanza di un “qualcosa di indefinibile” che però è l’essenza stessa del personaggio, in Skyfall quell’essenza che ha fatto di Bond un mito, c’è tutta.

Il film mantiene la tradizione tutta “bondiana” di una scena iniziale di pura azione, che termina con un colpo di scena che si aggancia alla sigla… Let the sky fall  When it crumbles We will stand tall Face it all together At Skyfall … canta la bravissima Adele. L’unico film a mantenere la sigla, ormai tradizione che contraddistingue i film di 007, arrivati già al 23esimo capitolo.

~ chi non ha visto il film e non vuole rovinarsi la sorpresa non legga oltre ~

Bond è ad Istanbul, in missione, per ritrovare un file contenente i nomi degli agenti infiltrati del MI6, ma cade sotto il fuoco amico, sacrificato da M, senza che questo serva a recuperare il file. Bond viene dichiarato ufficialmente morto. Mentre M viene chiamata a rispondere dell’accaduto davanti al governo britannico, Bond, sopravvissuto alla “caduta”, cerca di guarire dalle ferite del corpo e dell’anima lasciandosi credere morto. Quando però viene a sapere di un attacco terroristico contro l’MI6, torna a Londra ma non è più lo stesso 007 dall’aria invincibile e spavalda di sempre, è bensì un uomo tormentato e insicuro, dipendente da alcool e farmaci.  Un James Bond finalmente umanizzato, pieno di  incertezze che affondano le radici nel suo passato, e che lo fanno dubitare delle uniche cose importanti nella sua vita: l’agenzia, la lealtà verso la sua Patria e soprattutto M.
È proprio lei l’obiettivo di Silva (Javier Bardem), ex agente dell’MI6, che nutre nei confronti del suo ex direttore un forte sentimento di vendetta. Bond e Silva,due facce della stessa medaglia, entrambi legati a filo doppio con M, quasi quest’ultima avesse fatto loro le veci di una madre, una madre dedita solo al suo lavoro e alla Patria, capace di sacrificare i “propri” figli se necessario. Entrambi costretti a rivivere il passato, a cadere e a rialzarsi. Silva, squilibrato, violento,  sofferente è il nemico per eccellenza, perché minaccia un legame professionale e affettivo, perché tocca quelle corde dolorose che renderanno Bond un uomo nuovamente determinato e spietato pur di salvare quello che gli sta a cuore.

Il film, che celebra il cinquantesimo anniversario dell’agente 007 al cinema, è costellato di citazioni e richiami, quasi in un gioco tra il regista il pubblico. E così torna la mitica Aston Martin DB5 argentata utilizzata da Sean Connery in Goldfinger e il suo pulsante eietta passeggero (lo voglio!! :-P); l’esplosione all’MI6 richiama “Il domani non muore mai”;   su un documento che Bond consegna a Tunner c’è scritto “Solo per i tuoi occhi” . I riferimenti sono tanti, non ve li elenco tutti, sarà divertente per gli appassionati cimentarsi nella caccia al dettaglio (Io ne ho uno in casa ;-), non credevate mica che mi fossi messa a giocare a “trova gli indizi”?  Ve l’ho detto che non sono una “bondiana” ).

Il regista ha dichiarato apertamente di essersi ispirato al lavoro di Nolan . Ed ecco infatti la rinascita di un francise che iniziava a perdere colpi. Skyfall non è il seguito di Quantum of Solace, è un reboot e lo palesa in un dialogo tra Bond e Silva: “Tutti hanno bisogno di un hobby. E qual’è il suo ? La Resurrezione”. Inoltre  la caratterizzazione psicologica dei personaggi è così forte da permettere allo spettatore di “vivere” le loro emozioni, quanto meno lo spettatore come me , che si immerge del tutto nella storia.  La trama è ben congegnata, ed è incentrata sul rapporto  tra l’orfano Bond e M “madre putativa”, rapporto “madre figlio”  riproposto specularmente con Silva.  Javier Bardem è strepitoso e disegna un villan disturbato, rancoroso e sessualmente ambiguo che ha come unica ragione di vita la vendetta verso “mammina” e il “fratellastro”  (la scena in cui fa delle avance omosessuali a Bond, con tanto di replica a tono – in barba al vecchio clichè –   vale il prezzo del biglietto, ve lo assicuro!).

Benché condito con alcune gocce di ironia,Skyfall è senza dubbio uno dei capitoli più cupi e oscuri della saga di 007, ma rappresenta anche la rinascita di un personaggio che è destinato a tenerci compagnia ancora per molto tempo.

 

PS: ricordatevi che esiste il trucco, ho letto cose assurde su come sarebbero diventati Daniel Craig (vecchio) e Javier Bardem (sfigurato)! Sono attori santo cielo, è il loro lavoro, e ci sono truccatori professionisti che mettono le mani su di loro per renderli ancora più credibili …… !!

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2 commenti Aggiungi il tuo

  1. ninatrema ha detto:

    Grande! Anche io ho apprezzato molto il film e attendevo recensioni con ansia 🙂 Molto molto bello mostrarci il personaggio fragile, invecchiato ma di dura scorza. Bello avere anche un frammento di come sia “nato” un uomo simile e vedere che anche Bond degli affetti riesce ad averli, come si vede nel rapporto con M e nel dispiacere per la perdita del vecchio Q. Grande il villain di Bardem. Impagabile la battuta davanti alle sue avances 😉

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  2. lapinsu ha detto:

    Il post che gli dedicai sul blog (uno dei primi, tra l’altro), lo intitolai “Skyfall: 007 è meno Bond e più James”. Mi fa piacere che tu abbia percepito la stessa umanizzazione del personaggio che notai io.
    Non so se sia il Bond migliore di sempre, di sicuro è il Bond più verosimile che sia mai esistito. E la “normalità” di Daniel Craig si cala perfettamente nel personaggio.

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