Nelle terre estreme – Jon Krakauer

Articolo di Francesco Ilardi

“Se vuoi qualcosa nella vita, allunga la mano e prendila…”

E’ con questa semplice quanto disarmante affermazione che il protagonista dell’omonimo film diretto da Sean Penn coglie l’essenza di Christopher McCandless, ventiquattrenne viaggiatore americano dai cui diari, pubblicati e approfonditi dallo scalatore e giornalista di professione Jon Krakauer, nasce Nelle Terre Estreme.      Con una struttura a metà tra il diario e l’articolo di cronaca, Nelle Terre Estreme narra la storia di un Eroe dei nostri tempi, un moderno Prometeo che nonostante le agiate condizioni di una famiglia della upper-class americana, tanto benestante quanto turbolenta, decide di lasciare gli affetti e tutti i suoi averi materiali per intraprendere un viaggio che lo porterà ad attraversare gli Stati Uniti fino al confronto estremo con Madre Natura stessa in Alaska. Il messaggio arriva forte e chiaro come un pugno in pieno stomaco: non vi è condizione umana, astratta o materiale, che possa saziare lo spirito umano quanto il superamento di quel limite che ci separa dai nostri obiettivi.

Si è al cospetto di una narrazione poetica e a tratti Romantica nella descrizione delle ambientazioni, che fa riemergere il sognatore riposto in ognuno di noi. Quello di Alexander Supertramp, pseudonimo utilizzato dal nostro moderno Kerouac nelle pagine del suo diario, è un grido di libertà strozzato da una società ottusa e conformista incapace ancora oggi di comprendere il suo messaggio; una società che a volte sa essere selvaggia quanto la natura più impervia.

«C’è tanta gente infelice che tuttavia non prende l’iniziativa di cambiare la propria situazione perché è condizionata dalla sicurezza, dal conformismo, dal tradizionalismo, tutte cose che sembrano assicurare la pace dello spirito, ma in realtà per l’animo avventuroso di un uomo non esiste nulla di più devastante di un futuro certo»

Leggere Nelle Terre Estreme significa invece mettersi in viaggio, zaino in spalla, e camminare per centinaia di miglia attraverso la sabbia cocente del deserto,  la polvere rossa del Grand Canyon e le betulle del parco nazionale del Denali. Leggere Nelle Terre Estreme è respirare la libertà di Chris McCandless, è sentire il profumo del grano appena appena tagliato nel South Dakota o il silenzio assordante dei paesaggi innevati dell’Alaska. Leggere la vicenda di Alex è sottoscrivere la sua denuncia nei confronti di una società materialista e iper-consumista in grado di logorare i più intimi rapporti umani, rapporti che il nostro Eroe riscoprirà durante il suo viaggio incontrando chi come lui, esule a proprio modo dalla società moderna, è alla ricerca di “qualcosa”, e che di conseguenza è in grado di condividere le più pure e disinteressate emozioni proprie dell’animo umano. Si tratta di un ritorno alle origini, uno stato primordiale incondizionato dove l’uomo è in simbiosi con la natura più estrema, una natura mozzafiato e letale allo stesso tempo.

La storia di Chris è quanto di più vicino ci possa essere al concetto di libertà. In lui dimorano la forza e la determinazione di un ragazzo che ha creduto fermamente nei propri ideali, ha superato i propri limiti e ha inseguito i propri sogni fino alla fine. Fine che lascia l’amaro in bocca ma che probabilmente il buon Chris avrebbe scelto fra tante altre.

Ed.   Corbaccio
ISBN  9788879729253
pp.: 267

 

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2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Natalia ha detto:

    Devo dire che questo testo mi affascina, soprattutto per il modo in cui lo hai descritto perchè traspare davvero l’entusiasmo per la vicenda e per i temi trattati. Credo che piacerebbe un pò a tutti essere come Chris McCandless, anche se tradurre in concreto la sua impresa (non necessariamente arrivando fino in Alaska!), abbandonando sicurezza, conformismo e tradizionalismo non è, purtroppo, così semplice…
    Tanto di cappello alla storia e alla tua recensione!

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    1. Francesco ha detto:

      Grazie Nat! Troppo buona. Devo ammettere che il tema mi affascina moltissimo e non nascondo che, nonostante quella di Chris possa sembrare una follia, nutro una grande stima nei confronti di questo ragazzo. E’ vero, non è affatto facile compiere un passo del genere ma personalmente sono uno che ama le sfide (non estreme come quella di Chris sia chiaro) e mi piace l’idea di immedesimarmi, anche solo in minima parte, nel nostro protagonista e cogliere il messaggio di libertà che trasmette così profondamente nei suoi diari.
      Quindi magari non sarà l’Alaska ma chissà…vedremo =).
      Grazie ancora.

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