Il Violino Nero – Maxence Fermine

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Questo racconto di base ha una storia come tante, parla di un amore in sospeso, di un sentimento non realizzato.  Eppure le sue atmosfere, la sua anima, lo rendono una storia delicata, misteriosa, originale.

Johannes è un violinista, un talento sublime. Alla fine del 1700 prende parte alla campagna Napoleonica in Italia. Ferito durante una battaglia rimane nel presidio d’occupazione a Venezia dove viene curato da Erasmus, un liutaio. Un violino nero è appeso in casa, un pezzo unico di rara perfezione, che però racchiude un terribile segreto di amore e morte. Il Violino Nero infatti  riproduce per magia il canto di Carla Ferenzi, e la perdizione di un sentimento finito tragicamente.

Un Violino magico, capace di trasformare il destino Johannes.

Maxence Fermine ambienta questo racconto, che sta in bilico tra fiaba e poesia, in una Venezia malinconica, decadente e misteriosa, e riesce a creare una storia suggestiva e carica di pathos.  Un racconto sull’ossessione, sull’amore e sulla  musica, scritta con uno stile sobrio ma curato.

Leggendolo non ho potuto fare a meno di pensare alla leggenda che vuole il Violino lo strumento del Diavolo. La leggenda narra che Paganini avesse stipulato un patto con il diavolo per riuscire a suonare in maniera così sublime. Riusciva ad eseguire composizioni che per chiunque altro violinista erano impossibili, ed iniziò a girare la voce che avesse venduto la sua anima al Diavolo per possedere una tecnica incomparabile. Era talmente veloce e violento che spesso finiva un suo concerto con  la rottura di quasi tutte le corde del suo strumento,  cosa che lo costringeva a concludere l’esecuzione con l’ultima rimasta, il sol. Il suo alone di mistero era anche dovuto alle molte storie che giravano sul suo conto,  si diceva che avesse ucciso un rivale in amore e che in prigione gli fosse concesso di suonare il violino. Inoltre, proprio come una rock star dei nostri giorni, Paganini entrava in scena completamente vestito di nero, illuminato solo dalla soffusa luce delle candele. Di corporatura minuta, magrissimo ed emaciato, fu facile per la sensibilità dell’epoca associarlo a Satana.

Ma al di là di questa mia digressione nella leggenda, che ha reso ancora più suggestiva la mia personale chiave di lettura di questo racconto, Il Violino Nero è una storia piena di immagini e suoni, vibrante come le corde di un violino,  che si fa leggere in poco più di due ore, ma che vi resterà dentro per molto tempo.

Insieme a “Neve” e “L’apicoltore” costituisce la Trilogia dei colori.

pp. 143
ISBN: 9788845249716
Edizioni: Bompiani

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2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Vale ha detto:

    Il violino,il nero,l’ossessione,la poesia,Paganini e quel patto…tu toccasti anche quelle mie corde e,questo pomeriggio in giro per il centro della mia città, avrà un altro centro.Trovar questo librossessione 🙂

    Grazie,come spesso capita.

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  2. Elena ha detto:

    Ciao Vale!!
    Attendo allora un tuo commento al termine della lettura del libro.
    Un abbraccio

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