L’attimo in cui siamo felici – Valerio Millefoglie

Ho pensato molto a come scrivere questa recensione, forse perché e’ un libro che mi ha fatto molto pensare, e anche commuovere, e a volte sorridere.

Nasce da un’idea geniale dell’autore : scoprire le piccole felicità’ della vita quotidiana e raccoglierle per creare una banca dati da cui ognuno possa attingere quando ne senta la voglia o la necessità. Per far questo elabora e diffonde un piccolo questionario in cui si chiede di annotare il motivo e la durata della propria felicità. Seguirà una intervista che permetta al “dottor Millefoglie” di redigere la cartella clinica del soggetto in esame. E i soggetti sono i più vari, dai detenuti agli studenti, dai senzatetto alle vedove centenarie. Ma mentre l’autore raccoglie questi dati -e si domanda cosa farne in realtà- accade nella sua vita personale una tragedia che azzera tutto il mondo circostante : la morte del padre. Solo dopo molto tempo e un po’ casualmente riprenderà in mano le cartelle dei “suoi” pazienti, e quelle piccole felicità lo accompagneranno nella elaborazione del lutto.

Ho cercato di essere asettica nel raccontarvi la trama del libro perché non lo sarò assolutamente nel commento. Mi e’ piaciuto molto. E per molti motivi. Il testo e’ strutturato in modo che ad ogni capitolo in cui si racconta la storia di una persona o meglio la “cartella clinica” della sua felicità, ne segue uno che parla della vicenda personale dell’autore. E’ questa decisamente la parte migliore.

Chi ha vissuto la malattia e la morte di una persona cara non può non riconoscersi nell’esperienza surreale delle lunghe ore passate in ospedale o nella continua sensazione di essere o troppo lucidi o troppo confusi per poter affrontare il dolore. Ma soprattutto mi ha colpito la delicatezza con cui l’autore racconta questi sentimenti.

E con delicatezza, quasi un certo pudore, racconta anche le storie delle persone che gli hanno affidato i propri momenti di felicità. Generalmente sono storie semplici, di gente comune come la signora Lina che ricorda il tempo vissuto col marito come un vita di un’allegria spietata. Sono tanti i sentimenti che la lettura di queste storie suscitano. Tanti e diversi. Perché ci sono storie tenere dove hai quasi l’impressione che l’autore si muova in punta di piedi, ed altre più particolari che ti incuriosiscono per l’argomento.

Lo stesso Millefoglie non si illude che la terapia della felicità possa funzionare. Forse nel racconto delle felicita di un’altra persona ciò che ci può aiutare veramente e’ ciò che ci ha spinto a volerlo leggere e cioè la voglia di entrare in sintonia con un’altra persona se non la semplice curiosità di volerla conoscere. Comunque la lettura ti spinge a cercare i momenti di felicità nel tuo quotidiano nella speranza che tu li possa riconoscere come tali e li possa poi in un futuro rivivere per un attimo. Insomma, se la banca dati della felicità non può essere universale può però essere il nostro archivio personale. E forse potremmo condividerlo con chi vogliamo.

Per questo vorrei raccontarvi il mio momento di felicità legato ai giorni in cui ho letto questo libro: mi hanno restituito, funzionante,l’aspirapolvere che mi aveva regalato mio papà quando sono uscita da casa venti anni fa. Sapere di non averlo perso e’ stato come continuare a non far sbiadire ancora per un po’ il suo ricordo.

Insomma un attimo di vera felicità!

 

Einaudi stile libero extra
174 pagine
http://www.attimofelice.it

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3 commenti Aggiungi il tuo

  1. Antonio ha detto:

    Bello! Bello davvero quello che hai scritto!
    In più, ti dirò, sei riuscita ad incuriosirmi su un titolo che credo mai avrebbe attirato la mia attenzione.
    Ardua l’impresa dell’autore nel muoversi, come dici, nell’ambito della “terapia della felicità” senza illudersi che la sola lettura delle felicità altrui possa per osmosi invadere la vita del lettore e soprattutto bella la delicatezza che citi, soprattutto perchè di manuali con i segreti del mondo ce n’è fin troppi.
    La recensione che invece mi fai del libro mi porta a volerlo leggere e a non ritenerlo “il solito”. 🙂
    Grazie.

    Un saluto.

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  2. Tiziana ha detto:

    Grazie a te Antonio che hai compreso perfettamente il mio pensiero.
    In realtà non so se l’incontro con questo libro sia stato più felice per il contenuto o per il momento in cui e’ avvenuto. Ma questo, sempre troppo tardi, e’ un dubbio che mi capita di avere anche con le persone….
    Scusa la digressione e A presto!

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  3. Antonella ha detto:

    I libri scelgono i propri lettori!
    La tua recensione è una conferma alla mia tesi. A volte si viene attirati da un libro per la trama, a volte per la copertina, a volte per il titolo, c’è sempre un motivo diverso che ci spinge alla lettura. La vera magia del libro è quella di saper entrare nell’anima, non importa che sia un romanzo, un saggio,un fumetto. Quando ciò che leggi è capace di colpirti e di portarti alla riflessione al di là della storia in sè per sè è fantastico. In qualche modo secondo me il libro era lì che ti aspettava in attesa di sottolineare il tuo attimo di felicità. Come Antonio, anche io probalbilmente non sarei mai stata attirata da questo libro se non avessi letto la tua recensione, quindi ti ringrazio per il consiglio di lettura. Potrebbe essere davvero l’occasione di pensare seriamente a quanti piccoli momenti di felicità quotidiani viviamo e lasciamo invece passare inosservati.

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