Il Cavaliere Oscuro – Christopher Nolan

il

 you die a hero or live long enough to see yourself become a villain
muori da eroe o vivi tanto a lungo da diventare il cattivo

 

The Dark KnightIn questa frase è racchiusa tutta la filosofia del secondo capitolo della saga di Batman firmata da Christopher Nolan.

 Come per il mio articolo su Batman Begins (vedi Batman Begins – Christopher Nolan) , anche questo “resoconto” de Il Cavaliere Oscuro è una visione del tutto personale di quest’opera cinematografica, del suo finale , del suo messaggio.

 Questa volta il film, che è molto più tetro, e sfaccettato del precedente, non è incentrato su un personaggio, anche se il Jocker la fa da padrone, bensì sul ruolo dell’eroe nella società, sull’innata tendenza dell’uomo verso il bene e male e su quanto sia sottile la linea che li separa.

La  genesi è conclusa, Batman è ormai una realtà per Gotham City, per i suoi abitanti, per la criminalità organizzata che agisce nella città, è un eroe.
E ora deve affrontare oltre a temibili nemici anche il suo lato oscuro, che cresce e lo tortura, perché Bruce vive una doppia vita, dove ormai la maschera che porta non è più quella dell’Uomo Pipistrello, la maschera è proprio Bruce.

Il titolo “Il cavaliere oscuro” non si riferisce solo al fatto che Batman opera nella notte, si riferisce più che altro alle ombre che si porta e che gli crescono dentro.Quanto è diverso Batman dai suoi nemici? Quanto si può spingere un uomo per combattere l’ingiustizia e quanto il tormento, il rimorso, l’ossessione lo rendono migliore o uguale a loro?

In tutto questo, Joker è complementare a Batman, i due sono la nemesi l’uno dell’altro.

Non parlare come uno di loro, non lo sei! Anche se ti piacerebbe. Per loro, sei solo un mostro, come me! Ora gli servi. Ma tra un po’… Ti cacceranno via. Come un lebbroso! La loro moralità, i loro principi, sono uno stupido scherzo. Li mollano non appena cominciano i problemi. Sono bravi solo quanto il mondo permette loro di esserlo. Te lo dimostro. Quando le cose vanno male, queste… persone civili, e perbene, si sbranano tra di loro. Vedi, io non sono un mostro; sono in anticipo sul percorso.

Batman è continuamente in bilico fra giustizia e crimine, e l’arrivo del  Jocker a Gotham fa vacillare la sua morale e lo spinge al limite. Il fatto di non comprendere fino in fondo il proprio nemico non gli permette di fermarlo, ma venendo a patti con la propria moralità,  quasi infrangendo l’unica regola che si era imposto, riuscirà a confrontarsi con lui.

Jocker infatti è un sadico, spinto dal desiderio di dare origine al caos, di portare alla luce le ipocrisie degli abitanti di Gotham. Punta a colpire la città distruggendo il suo paladino, il procuratore distrettuale Harvey Dent, portandolo a scoprire il proprio lato negativo, a dare adito alla rabbia che è dentro di lui.  Dent rappresenta la salvezza per Gotham, Bruce punta su di lui per la città ma anche per se stesso, per potersi liberare di Batman, del fardello che si porta dietro, perchè se Gotham non avrà più bisogno di Batman, forse anche lui riuscirà a liberarsene.

Un punto di forza di questo film, e inevitabilmente anche del primo capitolo, è la colonna sonora, che non è soltanto un complemento, ma un vero e proprio personaggio, capace di narrarti la storia, introdurti a Gotham, farti vivere le emozioni all’ennesima potenza.

Punto debole della versione italiana è ancora una volta il doppiaggio di Bruce Wayne/Batman. Non vorrei ripetermi, massacrare continuamente il povero Claudio Santamaria, ma qui ha fatto davvero il minimo sforzo possibile. Non ha cercato minimamente di entrare nel personaggio, ed inevitabilmente ne esce un doppiaggio piatto, freddo, privo di emozioni. Se la traduzione invece è fatta bene a parer mio, questo doppiaggio svilisce il film in maniera ineluttabile. Peccato perché gli altri doppiatori hanno fatto un lavoro eccellente, specialmente Adriano Giannini che è la voce di Jocker. Se potete comunque, non guardatelo in italiano.

Ma torniamo a noi… you die a hero… , Batman è l’eroe e non muore, lo sappiamo.  …. live long enough to see yourself become a villain.

È necessario addossarsi delle colpe per salvare Gotham, mentire per fare del bene, diventare il cattivo.

Il film è costellato di menzogne, da quella finale di Batman, a quella di Gordon che inscena la propria morte. Paradossalmente chi mente è chi sta dalla parte dei buoni. Non c’è da stupirsi quindi se è proprio il cattivo Joker quello che dichiara apertamente il suo scopo, quello che non mente su di se e su ciò che lo muove. Jocker annuncia che cesserà i suoi atti terroristici solo quando Batman rivelerà la sua identità, e questo è lo scenario per la menzogna di Dent, che per evitare che questo accada (benché lui non sappia chi sia Batman), mente alla  stampa sostenendo di essere lui stesso l’uomo pipistrello.

Sul finale Batman e Gordon realizzano quanto la città piomberebbe nel caos se si venisse a sapere  che il loro paladino non è l’ uomo senza macchia che credono, se si venisse a conoscenza che Jocker ha raggiunto il suo scopo. Perciò Batman ritiene necessario proteggere  l’immagine di Dent e quindi  addossarsi la colpa di tutto. Mentire insomma.

Il messaggio finale del film è che siamo tutti un po’ cittadini di Gotham, e la nostra civiltà richiede anche la Menzogna per sopravvivere.

Menzogna innalzata a Verità.

Che sia giusto o sbagliato, questo lo lascio alla vostra sensibilità.

Leggi anche: The Dark Knight Rises – Christopher Nolan

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9 commenti Aggiungi il tuo

  1. Vale ha detto:

    Non so, leggo il tuo commento su quel grigio che caratterizza l’eroe e l’antagonista (facce diverse della stessa medaglia ,volontà che ci contraddistingue,la pena che sitrasforma in opposte soluzioni oppure la fortuna/sfortuna di essere stati gettati qua piuttosto che là) in quest eterna lotta tra il bianco e nero che li vede entrambi sempre nel centro di quelle 50 sfumature di grigio (e no, non è una citazione piuttosto cancello) e ripenso ad una poesia che lessi.
    I volti eran diversi,quelli che avevo atribuito a chi scrive e a chi riceve, ma stasera son questi ed allora li lascio qui in onore della tua recensione.Stasera sono quel Bruce Oscuro ma sincero e quella Rachael che lu perderà proprio là dentro.Nel caos.Nella scelta che non sai prendere.Nel caso di una monetina tirata in aria dall’altra faccia di te stesso:

    Mia adorata creatura,

    devo confessarti:
    la mia stanchezza [che è grigia/una linea bianca sul bianco, è],
    la confusione che mi fa incerto sul continuare o lasciar perdere,
    il desiderio di restare e quello di andare via.

    Il mio scrivere oggi, per te, si conficca nel limine di due parentesi severe [qui, ci metto un urlo]. Mi lambicco, penso, ripenso, giro intorno al centro e mi ritrovo al margine [qui, ci infilo uno sbadiglio]

    Ne succedono tante, e tante ne vedo e ne sento. Sono svirgoli le parole che si dicono. Se dovessi raccontare sarei
    la disfatta di una lagna, [infilaci due lacrime, ma con moderazione]
    la rabbia che va tenuta lontana o trasformata [urlo]
    la noia/la noia/la noia [sbadiglio].

    Tutte queste cose mi costringono a vergognarmi del mio talento. Che – povero! – merita soltanto compassione. Merita pure deferenza. Merita, lui.

    Mia adorata creatura,
    non essere in pena, però, per me. Questi inciampi sono l’uggia di una stagione che cambia. Ho due corna d’ariete sulla fronte. O si romperanno loro, oppure – tuzza e rintuzza – il muro, finalmente, cederà.

    Chissà chi si romperà prima.Lo vedremo presto.
    Grazie per i tuoi cavaliere,le tue parole, il tuo interesse e per quel che ancora vorrai condividere!

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    1. Elena ha detto:

      Vale, grazie !
      Parole meravigliose che non hanno bisogno di ulteriori commenti!

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  2. Antonio ha detto:

    CA-PO-LA-VO-RO!!!!
    e mi si aiuti a ridirlo: capolavoro assoluto!
    e lo dico da fan storico di Batman.
    Quel Batman che ha subito le mille evoluzioni dei tempi e gli ancor più numerosi restyling della moda e dei costumi.
    Quel Batman nato in atmosfera “pop” grazie alla mano di Bob Kane ed evolutosi ad eroe/vigilantes gotico-dark con l’intuitiva matita di Miller passando attraverso la sua versione demoniaca che lo ha visto affiancato ad altri simboli del fumetto come Spawn, o il giudice Dredd in atmosfere spesso diaboliche e folli!
    Straordinario l’ingegno di Nolan nel ricostruire pezzo per pezzo la Gotham oramai perduta delle tavole di Miller.
    Una Gotham in verità pur accennata in passato da Burton che dipinge il suo Batman dark-ma-non-troppo alla sua maniera quasi privandolo di una personalità e relegandolo a supereroe tradizionale … cosa che Batman non è.
    Joel Schumacher nel seguito della saga anni 90 prende il posto di Burton distruggendone letteralmente quel pur minimo di atmosfera noir e regalandoci un supereroe degno di una passerella di moda ma senza spessore alcuno.

    Nolan mette in campo un CAPOLAVORO (e lo ridico) sotto tutti i punti di vista:
    Ridona dignità a Wayne conferendo spessore a lui ed al suo alter-ego col mantello!
    Ridimensiona una Gotham decisamente credibile!
    Ri-racconta il conflitto interiore del personaggio; conflitto assolutamente non secondario perchè Batman non è il super-eroe buono ed incorruttibile (nonostante le parole del Joker) ma è un uomo con le sue contraddizioni, le sue passioni, i suoi veleni di vendetta e le sue pulsioni.
    Racconta la solitudine imposta, la schizofrenia dei buoni, poco dissimile da quella dei cattivi.
    Ridistribuisce i ruoli chiave nelle vicende. Batman non è il protagonista della storia ma, correttamente, fa parte di essa.
    Joker, magistralmente interpretato da Heath Ledger, è l’altra faccia di Batman. Abbandona l’anima da clown sadico (ma fin troppo fanciullesco) lasciata in eredità da Jack Nicholson per abbracciare quella del consapevole “operatore del caos” e ne fa un altro simbolo all’interno del film.
    Tesse una sottotrama amorosa Wayne-Rachel-Dent, completamente inventata, ma che contribisce a collocare con maggior forza Batman tra gli uomini piuttosto che tra gli dei.

    Non ho potuto, insomma, fare a meno di rimanere completamente avvolto dalla trama e dal carisma dei personaggi nonchè da quel costante messaggio sottotraccia cui accenni tu, Elena, riguardante l’impercettibile differenza tra chi è il buono e chi il cattivo. Quel filo sottilissimo su cui si dipanano le mille verità valide per ognuno di noi in grado di farci essere eroi oggi e criminali domani o entrambe le cose sotto uno sguardo più attento.

    lo ridico un’ultima volta: CAPOLAVORO! 🙂

    Un saluto Elena.

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    1. Elena ha detto:

      L’intera trilogia è un capolavoro. I film sono un’insieme, difficile separali. Batman Begins getta le basi per il Cavaliere Oscuro.

      Batman e Jocker sono due facce della stessa moneta, quella stessa moneta tanto amata da Hervey Dent. 🙂

      Aspetto il tuo commento su The Dark Knight Rises non appena avrai l’opportunità di vederlo, anche se è molto difficile dopo solo una visione riuscire a commentare un film così complesso. Io ci ho provato …

      Grazie Antonio!

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      1. Antonio ha detto:

        Appena lo vedrò sicuramente ;).
        Grazie a te.

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  3. Antonella ha detto:

    Ho sempre odiato Batman…fino alla visione de ‘Il Cavaliere Oscuro’!
    Il personaggio mi è sempre stato antipatico: a cominciare dai pumm, paff, stumm etc etc del vecchio telefilm per finire alla tutina con le orecchie a punta. Mi è sempre apparso un personaggio sciocco ed inutile. Poi sono arrivati i film degli anni 90 ed è andata sempre peggio: nonostante attori del calibro di Michael Keaton, Jack Nicholson, Michelle Pfiffer, George Clooney ed altri l’attenzione è stata tale che di ogni film ho visto solo qualche scena prima di addormentarmi saporitamente 😉
    So che i puristi staranno rabbrividendo ma questa è stata la triste realtà fino a Nolan appunto.
    ‘Il Cavaliere Oscuro’ è stato il primo film che ho visto su Batman (‘Batman Begins’ per me è arrivato dopo) e mi ha conquistato! Il successo è un mix: Bruce Wayne per la prima volta mi è sembrato umano e soprattutto la storia mi è sembrata verosimile. Nonostante si parli comunque di un super eroe in ‘tutina’ effettivamente Nolan è riuscito nell’impresa di stravolgere/ampliare/celebrare l’uomo pipistrello e i personaggi che gli girano attorno. Anzi, il grande merito è di aver portato tutti ad essere un po’ protagonisti nel film: Harvey Dent/Due Facce; The Jocker; Rachel e anche Gordon. L’interpretazione del compianto Heat Ledger lascia il segno: cattiveria e follia pura che acquistano uno spessore psicologico e si scontrano contro l’apparente incorruttibilità di Batman. Mi piace molto l’idea che passa per tutto il film: tutti possono vivere una vita impeccabile per poi poter sprofondare improvvisamente nel buio dell’odio e della vendetta. Testa o croce? Buono o cattivo? La monetina di Harvey Dent come simbolo esplicito del film.
    Un noir perfetto che ti tiene incollata al video fino alla fine.
    Bello bello bello … e adesso non vedo l’ora di gustarmi l’ultimo atto al cinema 😉

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  4. Anonymous ha detto:

    Leggo tre recensioni e una poesia qui, belle, ma nessun commento.
    Allora ti sfido Elena. Per me non è vero che “non è incentrato su un personaggio” , è totalmente incentrato sul Jocker! Non avevo riflettuto sulla faccenda della menzogna invece. Geniale.
    Ma se l’attore non fosse morto non avrebbe mai fatto il successo e gli incassi che ha fatto!!

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    1. Elena ha detto:

      Non mi è chiaro su cosa intendi sfidarmi veramente. È semplicemnte una lettura diversa del messaggio del film. Per quando riguarda la morte di Heath Ledger, può essere che abbia alimentato la curiosità di alcuni, come la strage di Aurora può aver scoraggiato altri, ma non credo che il successo del film si basi su questo. Piuttosto sulla bravura di Ledger e dell’intero cast, ma non sulla sua prematura scomparsa.

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