Il prigioniero del cielo – Carlos Ruiz Zafòn

Barcellona noir … Barcellona storica … Barcellona segreta … Barcellona magica: mille volti di questa misteriosa città che fa da sfondo all’ultimo libro di Carlos Ruiz Zafòn.

La scoperta di questo scrittore è datata 2003 quando a Natale un’amica mi regalò “L’ombra del vento”. Fu colpo di fulmine per questo scrittore esordiente nel mondo “adulto” in quanto fino ad allora aveva pubblicato solo libri per ragazzi.

Potevo non innamorarmi di una biblioteca enorme e segreta che custodisce i libri sottratti all’oblio del mondo?

In realtà “Il prigioniero del cielo” è il terzo capitolo della storia del Cimitero dei Libri Dimenticati cominciata appunto con “L’ombra del vento” continuata con “ Il gioco dell’angelo” e quindi con questo libro che ho appena finito di leggere.

La storia è quella di Daniel Sempere che conosciamo da bambino aiutante di suo padre nella libreria di famiglia e che accompagniamo nei tre libri per quasi trent’anni affiancandolo in stravaganti avventure dentro e fuori una misteriosa e segretissima biblioteca , alle prese con singolari quanto eccentrici e pericolosi personaggi.

Pur costituendo una quadrilogia (dovrebbe mancare il tassello finale) i tre libri possono essere letti singolarmente non in ordine cronologico in quanto narrano storie a se stanti pur condividendo i personaggi che Zafòn impara a farci amare.

Protagonista de “Il prigioniero del cielo” è Fermìn, storico aiutante della biblioteca Sempere e figlio, che racconta la sua vita da prigioniero  all’interno del carcere di Montjuic. Periodo durante il quale ha la fortuna di conoscere amici che lo segneranno per tutta la vita così come anche la sfortuna di scontrarsi col franchismo imperante e violento della Spagna degli anni ’30.  Il carcere è un posto buio e dimenticato nel quale la cattiveria dell’animo umano trova ampio e libero sfogo. Il sovrintendente di Montjuic, Mauricio Valls, è dittatore del suo piccolo mondo nel quale agisce indisturbato con la compiacenza dei suoi uomini.

Il libro presenta pagine dure e scomode soprattutto se per un attimo ci si astrae dalla fantasia letteraria e romanzata per riflettere sulla cruda realtà che il franchismo ha rappresentato per la Spagna. Zafòn alterna dolori e bellezze di una Barcellona esistita realmente.

Il filo portante che mi ha portato, tuttavia, a divorare letteralmente queste pagine è l’amore. Trovo questo libro un’esaltazione dell’amore e dell’amicizia in tutti i suoi aspetti. Mi rendo conto che apparentemente il libro sembri trattare esclusivamente di mondi gotici e misteriosi, che però rimangono sullo sfondo a fine lettura cedendo il passo all’ amore e all’amicizia che esplodono in tutta la loro delicatezza.

Tra passato e presente viene tessuta l’amicizia che lega Fermìn e Daniel e soprattutto i legami di quest’ultimo con una parte di sé sconosciuta ma palpitante nella voglia di uscire allo scoperto. Conosceremo personaggi come la bella e devota Isabella Sempere, madre di Daniel o il misterioso scrittore maledetto, David Martìn, imprigionato nel castello di Montjuic.

Zafòn disegna personaggi dai valori di altri tempi che sarebbe davvero bello poter ritrovare ai giorni nostri. Uomini che non dimenticano le promesse fatte e soprattutto che onorano i legami di amicizia nel corso degli anni.

Una lettura molto piacevole, che mi ha addirittura commosso nel finale.

Naturalmente tutta questa delicatezza è sapientemente miscelata al noir di una Barcellona scura e a tratti quasi deprimente, nelle foto di vicoletti e stradine bagnate da piogge torrenziali o abitate da personaggi ai margini della società.

Il consiglio che posso darvi è naturalmente quello di partire dal primo libro per poter meglio apprezzare tutta la magia della storia e, mi raccomando, fate attenzione a non distrarvi troppo gironzolando nel Cimitero dei Libri Dimenticati … potreste perdervi e non uscirne mai più! 😉

Edizione: Arnoldo Mondadori Editore
ISBN 978-88-0462030-3
pp.349

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5 commenti Aggiungi il tuo

  1. Antonio ha detto:

    Che bel libro!
    Un degnissimo componente della quadrilogia da te menzionata.
    Un romanzo la cui lettura è stata davvero gustosa e magnetica (Ho finito il libro in pochissimi giorni).
    Sono molto d’accordo nel ritenerlo una sorta di inno ai valori grandi della vita: il valore di una promessa, la dedizione verso l’amico, l’amore, il rispetto assumono una veste solenne sopratutto se all’interno di storie atroci di prigionia come quelle narrate forse difficilmente immaginabili al nostro tempo.
    Una lettura che mi ha fatto apprezzare ancora una volta lo stile narrativo di Zafòn che a dire il vero era un po’ scemato dopo “Marina” e “le luci di settembre”.
    Un saluto 🙂

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    1. Antonella ha detto:

      Bhè il cosiddetto di ‘ritorno’ di Zafòn è dovuto al fatto che tutti i libri pubblicati dopo “Il gioco dell’angelo” (parlo de “Il palazzo della mezzanotte”, “Marina”, Le luci di settembre” e “Il principe della nebbia”) sono in realtà produzioni che vanno dal 1993 al 1999, quindi scritti ben prima de “L’ombra del vento”, dedicate ad un pubblico più giovane. Zafòn infatti nasce come scrittore per ragazzi e nei suoi primi scritti i temi e le ambientazioni sono inequivocabilmente diretti ad un pubblico più giovane. Comunque sia non sono molto d’accordo col tuo giudizio su “Marina”: io l’ho trovato una bella favola nera. Tra tutti gli altri libri pre-Cimitero dei Libri Dimenticati questo è l’unico che presenta già una Barcellona oscura e misteriosa e nel quale si respira un’aria molto simile a quella della produzione ‘per adulti’. Un libro malinconico e delicato che riesce a strapparti un sorriso e nella pagina successiva una lacrima.
      Gli altri sono obiettivamente calanti, ma “Marina” lo salvo 😉

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  2. Natalia ha detto:

    Grazie!! Adoro questo autore, le sue storie e il modo in cui scrive!! E’ uno dei pochi di cui ho più di tre titoli all’attivo 😛 Nell’ordine ho letto: L’ombra del vento (per il momento il mio preferito), Il gioco dell’angelo, Marina e Il palazzo della mezzanotte, ma non sapevo che questo fosse il proseguimento dei primi due! Lo comprerò mooolto presto 🙂 Anche perchè mi piace il fatto che il protagonista sia Fermìn, uno dei personaggi che mi sono rimasti più impressi per il tocco di mistero e la coloritura ironica che Zafòn ha saputo dargli. Effettivamente devo dire che anch’io non ho amato particolarmente Marina… Lo ritengo un libro ancora acerbo per come è strutturata la storia e senza quel ‘quid’ che ho invece ritrovato negli altri.
    Ma se dovessi fare una classifica, quale metteresti in cima alla lista?

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    1. Antonella ha detto:

      Sicuramente “L’ombra del vento”: una città misteriosa, una biblioteca segreta, uno scrittore maledetto…439 pagine divorate in 5 giorni 🙂
      Zafòn è riuscito a creare davvero un posto magico nonostante la storia sia ambientata in una Barcellona non proprio amichevole. Una storia strana che ti tiene incollata fino all’ultima pagina.
      P.S.: Povera “Marina” fino ad ora questo libro è piaciuto solo a me e a Carlos … 😉

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  3. Elena ha detto:

    Ho adorato a tal punto “L’ombra del vento” che ho quasi paura a leggere questo libro perchè inevitabilmente lo paragonerò a quello, e inevitabilmente il nuovo ne uscirà sconfitto.
    Per quanto riguarda “Marina invece a me non è dispiaciuto, sicuramente va contestualizzato per apprezzarlo. Il giudizio su Marina è sicuramente falsato dal fatto che da noi è uscito dopo L’ombra del vento, e non è stato inserito nella sua produzione per ragazzi come avrebbe dovuto essere. E questo ha inevitabilmente pesato sul giudizio di tutti. Se invece lo si legge avendo chiari questi elementi beh, non è male.

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