THE BLUES BROTHERS – John Landis

Il ritorno di due miti a distanza di 30 anni dalla morte di John Belushi per solo due giorni, 20 e 21 giugno 2012, sul grande schermo per ricordare un pezzo della storia del cinema mondiale: The Blues Brothers.

Può una blues band composta da due fratelli vestiti di nero (con tanto di inconfondibili Ray-Ban ‘incollati’ al viso), un cameriere e un proprietario di tavola calda, un maitre di un ristorante francese e alcuni musicisti di una band folk essere “in missione per conto di Dio”? Certo, se si tratta di Jake “Joliet” Blues (John Belushi) ed Elwood Blues (Dan Aykroyd), Matt “Guitar” Murphy (Matt Murphy)  e Lou “Blue” Marini, Donald “Duck” Dunn, Steve “The Colonel” Cropper, Willie “Too Big” Hall, Tom “Bones” Malone, Mr. Fabulous (Alan Rubin) ovvero I Blues Brothers.
Uno dei miei film cult, di quelli che assolutamente vanno visti più volte all’anno per rilassarsi e sorridere dopo una lunga giornata fuori casa (e infatti io l’ho rivisto la settimana scorsa 😉 ).

I Blues Brothers sono appunto due fratelli che decidono di rimettere insieme la loro storica ‘banda’ blues per raccogliere fondi e pagare le tasse dell’orfanotrofio nel quale sono vissuti e per farlo vanno alla ricerca di tutti i membri per convincerli al grande ritorno. Ognuno ha ripreso la propria vita, ma tutti hanno ancora il fuoco sacro del blues che arde dentro e non fanno fatica ad abbandonare tutto per tornare a suonare con Jake ed Elwood.
Durante la reunion ne succedono di tutti i colori e il risultato finale è un mega concertone in un teatro stracolmo di pubblico impazzito per il blues travolgente della band.

Un film che ha fatto storia oltre che per la colonna sonora anche per le straordinarie partecipazioni al cast. Un fantastico Ray Charles, proprietario del negozio di articoli musicali che vende gli strumenti a Jake ed Elwood o il reverendo canterino James Brown grazie al quale Jake viene fulminato dalla luce divina ed ha l’intuizione della ‘banda’. Lo scoppiettante Cab Callaway interprete straordinario di Minnie The Moocher che fa da apertura al concerto e poi una delle scene più belle e famose (almeno per me che la adoro! 😉 ) del cinema: Mrs. Aretha Franklin che cantando Think nella sua tavola calda cerca di dissuadere suo marito Matt “Guitar” Murphy dal richiamo del blues.
John Landis (che si concede anche un cameo nel film interpretando il poliziotto Trooper La Fong) dirige un film nel 1980 che sarà destinato a scrivere un pezzo della storia del cinema. Il progetto cinematografico nasce a due anni da quello musicale, infatti i Blues Brothers nascono nel 1978 al Saturday Night Live per poi approdare alla scena musicale con la pubblicazione dell’album Briefcase full of blues.

Come ho già detto è uno dei miei film preferiti in assoluto, lo conosco praticamente a memoria arrivando a  recitare le battute assieme agli attori! Questo genere di film per me è catartico: divertente e allegro mi fa dimenticare ogni cosa, liberandomi la mente e soprattutto lasciandomi sorridente. Ecco la vera magia di questa pellicola! Scorrono i titoli di coda ed io sono ancora lì che sorrido, ripassando già le scene a mente e canticchiando le canzoni appena sentite. E’ più forte di me, regredisco ad uno stato quasi infantile come i bimbi dinanzi ai cartoni animati, Ray Charles fa scivolare le mani sulla sua tastiera elettronica o Aretha Franklin va avanti e dietro agitando le braccia (come solo lei sa fare!!) e io mi illumino 😀
La genialità del film oltre alla miscela di umorismo e musica, e sicuramente al suddetto cast stellare è la storia: non c’è un attimo di tregua! Jake ed Elwood corrono, corrono e ancora corrono per sfuggire alla polizia, o ad un gruppo di filonazisti, o ad una band ingannata per rubarle il palco o addirittura ad una giovane misteriosa che cerca di ucciderli dall’inizio alla fine del film e il termine di questa corsa è un inseguimento storico tra una moltitudine di autovetture che farà entrare il film nel Guinnes dei primati per la scena con il maggior numero di incidenti di auto.

Un’ultima chicca che fa da ciliegina sulla torta del mio piacere personale (riferimento soprattutto per chi mi conosce): c’è persino Stephen Spielberg che recita una piccola parte come esattore delle tasse 😉

“ … e ricordate gente che chiunque voi siate e qualunque cosa facciate per tirare avanti e  sopravvivere c’è sempre qualcosa che ci rende tutti simili voi, me, loro, tutti quanti … tutti quanti … everybody need somebady …”

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Un commento Aggiungi il tuo

  1. Antonio ha detto:

    Un film simpaticissimo :D.
    Un simbolo, un MUST!

    Mi piace

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