I Cento Veli – Massimiliano Comparin

“L’odio è un sentimento fertile, a differenza del dolore che è sterile”, con questa frase il papà di Gaia impietrisce Alessandro durante un acceso discorso a metà libro.

Comincio di qui perché a mio parere è l’essenza della storia nella sua componente romanzata come in quella reale di sottofondo.

Il romanzo comincia in un’afosa e routinaria giornata estiva milanese: Alessandro è il classico (ahimè!) giovane rampante di successo del capoluogo lombardo, un lavoro che lo appaga e lo stimola, una carriera galoppante; soldi, lusso e, a completare la sua splendida vita, una bella compagna con la quale convive da qualche mese. Il suo comodo tran-tran giornaliero viene però abbattuto e sgretolato come un castello di carte un giorno come tanti altri quando ritorna a casa e Gaia non c’è più, sparita nel nulla senza lasciare traccia. Improvvisamente le priorità della sua vita si capovolgono e puntano una lente di ingrandimento su tutta una serie di fatti, eventi e considerazioni fino a quel momento inosservati.

Si trova così coinvolto in una disperata ricerca della ragazza che lo getta in un mondo ed in una storia a lui sconosciuta: la triste pagina della popolazione dalmata a cavallo della fine della seconda guerra mondiale. Un popolo italiano dilaniato dall’odio e dalla paura instillate dalla guerra. Italiani contro slavi contro fascisti contro nazisti: un tutti contro tutti che ha insanguinato la terra del nord-est italiano e le cui ripercussioni sono talmente radicate da emergere qua e la anche al giorno d’oggi.

Alessandro riscopre una Gaia totalmente sconosciuta e capisce di non averla mai guardata ed ascoltata realmente, arrivando addirittura a non notare i tratti slavi che le caratterizzano il volto. Tra Trieste e l’Istria alla scoperta di un passato ancora troppo presente nella vita di tanti insospettabili, ognuno col proprio carico di dolore sulle spalle: chi nel tentativo di seppellire anni di cattiverie subite o perpetrate, chi nel tentativo di portare alla luce e dare giustizia e rilevanza storica ad eventi drammatici seppelliti nella memoria.

Massimiliano Comparin al suo esordio come scrittore tesse una storia cruda e complessa che affronta un tema profondo e difficile quale il dolore umano.

Per me è stata una lettura tutt’altro che spensierata! Premetto che il libro mi ha attirato e tanto coinvolto psicologicamente in quanto ho una parente istriana (precisamente di Rovigno) che è stata costretta a lasciare la sua casa per scappare ‘profuga’ in Italia prima che l’Istria passasse nelle mani della Jugoslavia. E’ strano parlare di profughi in quanto lei, così come tutti coloro esodati del 1945, sono italiani e per rimanerlo hanno dovuto abbandonare tutto.

Il romanzo rimanda a questi periodi e la disperazione e la cattiveria umana rimbalza di pagina in pagina togliendo a volte il fiato per le crudeltà narrate. Crudeltà che secondo me non possono essere semplicemente liquidate attraverso l’obbligo e la follia che caratterizzano un periodo bellico. Sono dell’opinione che ‘qualcosa’ all’interno dell’animo umano abiti e agisca a prescindere.

Il romanzo sviscera questo problema analizzando sia il dolore che la malvagità da diversi punti di vista. L’aspetto nuovo, a mio parere, è rappresentato anche dall’accento posto sulla vergogna di chi non è diretto spettatore o attore del dramma ma semplicemente un discendente di persone coinvolte.

Non è semplice metabolizzare le azioni ‘discutibili’ di persone che inevitabilmente si ama. Il peso delle loro azioni ricade come un’accetta sull’anima e fa a pugni coi valori personali che ognuno ha. Il sottile filo di lana che separa l’amore e l’odio, così come la giustizia dalla pura e semplice vendetta, sono i temi conduttori di questo bel romanzo che mi sento vivamente di consigliare in quanto alla suspance del giallo aggiunge la riflessione su importanti temi storici e valori di vita fondamentali secondo me.

Conoscere il passato per non dimenticarlo, rendere giustizia agli orrori/errori dell’umanità e farne tesoro per la vita del presente e per la costruzione del futuro perché, come dice l’umanista e pacifista Aldous Huxley, “L’esperienza non è ciò che ti succede, ma ciò che te ne fai di ciò che ti succede”.

Editore Baldini Castoldi Dalai
pagg. 272
ISBN 886620366
sito http://www.massimilianocomparin.it

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8 thoughts on “I Cento Veli – Massimiliano Comparin

  1. Ho cominciato da pochissimo la lettura di questo libro, ma le premesse già mi sembrano ottime.
    La descrizione che ne dai, Antonella, è quella di un romanzo forte e crudo che non si limita al racconto ma affonda la trama in un dolore che è storico ed è reale, ed è esattamente questo cio’ che sto cercando ultimamente nelle mie letture: verità.
    Dunque, la mia curiosità di partenza è decisamente amplificata da questo aspetto.
    Mi riprometto di scriverti appena terminata la lettura.
    Grazie

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  2. Il libro è un intreccio continuo di invenzione e verità e quindi sono convinta che troverai ciò che cerchi.
    Attendo il tuo parere.
    Buona lettura 😉

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  3. Ed eccomi di ritorno come promesso :).
    Grande romanzo, grande forza e grande coinvolgimento!!!
    Concordo pienamente con te Antonella: Massimiliano Comparin regala una foto nitida di quella che è la cattiveria umana ed il dolore e lo fa con forza, accompagnando il tutto con quel velo di omertà/mistero che quasi riesce ad “infastidire” il lettore neanche fosse direttamente coinvolto nei fatti.
    Bella anche la funzione dei personaggi: io ho apprezzato tantissimo Valentina. La sua presenza all’interno della storia è come un sottotitolo alla realtà che Comparin vuole illustrare; chiara, vera, senza mezzi termini, fuori schema!
    Un gran bel libro. Letture consigliatissima.
    Grazie!

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  4. Sono contenta ti sia piaciuto 🙂
    Ed effettivamente hai dato il nome ad un altro sentimento suscitato in me dalla lettura: il fastidio. Come dicevo nella recensione ciò che più mi ha lasciato la storiaè un senso di ‘schiacciamento’: si è tutti nella stessa barca e non si può fare nulla per cambiare la situazione, ma in realtà c’era anche altro a cui non riuscivo a dare significato. Ora invece so che è fastidio: per la situazione, per i personaggi, per la cattiveria e per la mediocrità.
    Spero che Comparin dia seguito alla sua creatività con un altro bel libro 🙂

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  5. Sicuramente è un libro che non può lasciare indifferenti.
    Corri fino all’ultima pagina per scoprire la storia e nel frattempo scopri fatti storici che hanno riguardato la nostra Italia non molto tempo fa.
    Consigliatissimo 😉

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